Dal 27 al 29 novembre 2026, a Grosio, tre giornate di musica, formazione e condivisione tra giovani bandisti italiani e svizzeri.
Un progetto che guarda al futuro delle bande, partendo dalle nuove generazioni.
Le iscrizioni sono aperte fino al 15 novembre 2026
Quando penso al futuro delle nostre bande, penso prima di tutto ai ragazzi che oggi entrano per la prima volta in una sala prove. Penso a chi sta imparando a suonare uno strumento, a chi affronta le prime difficoltà, a chi scopre quanto sia bello far parte di un gruppo, ma anche a chi suona già da qualche anno e ha bisogno di nuovi stimoli, nuove esperienze e nuove persone con cui confrontarsi. Sono convinto che, se vogliamo garantire un futuro al movimento bandistico, dobbiamo creare oggi le condizioni perché questi ragazzi abbiano voglia di continuare a farne parte. Non basta insegnare a suonare uno strumento o preparare un concerto: dobbiamo offrire occasioni per crescere musicalmente, incontrarsi, sentirsi parte di qualcosa e scoprire quanto possa essere stimolante condividere la propria passione con altri giovani.
È da questa convinzione che prende forma gran parte del mio lavoro con le bande giovanili ed è la stessa visione che ritrovo in Musica Senza Frontiere Junior, il progetto che dal 27 al 29 novembre 2026 torna a Grosio per la sua seconda edizione, promosso dal Corpo Bandistico I Fiati di Grosio APS e dalla Filarmonica Avvenire Brusio. Ogni banda ha una propria storia, le proprie abitudini, un modo di lavorare e un'identità costruita nel tempo. È una ricchezza che dobbiamo custodire e valorizzare, ma credo anche che uno dei passi più importanti per la crescita dei giovani bandisti sia offrire loro la possibilità di uscire, almeno temporaneamente, dalla propria realtà. Conoscere altri ragazzi, confrontarsi con musicisti di bande differenti, lavorare con un nuovo direttore e affrontare un'esperienza musicale diversa da quella abituale significa ampliare i propri orizzonti e scoprire nuove possibilità.
È una delle idee che guida anche Growind Project: creare connessioni tra bande giovanili, condividere esperienze e costruire opportunità di crescita che vadano oltre i confini delle singole associazioni. Non si tratta di sostituire le realtà di provenienza, ma di rafforzarle, perché un ragazzo che torna nella propria banda dopo un'esperienza significativa porta con sé nuove competenze, nuovi stimoli e, soprattutto, una motivazione diversa. Far crescere un giovane bandista significa, in fondo, contribuire alla crescita di tutta la sua banda. Musica Senza Frontiere Junior si inserisce pienamente in questa prospettiva, favorendo l'incontro tra giovani musicisti italiani e svizzeri e costruendo un'esperienza condivisa attraverso la musica d'insieme. Nel lavoro con le bande giovanili c'è un aspetto al quale tengo particolarmente: imparare a suonare insieme non significa semplicemente eseguire correttamente la propria parte. Significa imparare ad ascoltare chi suona accanto a noi, riconoscere il proprio ruolo all'interno del gruppo, comprendere quando il nostro intervento è importante e quando, invece, dobbiamo sostenere quello di un compagno. Un attacco condiviso, un respiro preso insieme, un equilibrio sonoro trovato dopo diversi tentativi sono piccoli risultati musicali che raccontano qualcosa di molto più grande: la capacità di prestare attenzione agli altri, assumersi una responsabilità e contribuire alla costruzione di un risultato comune. Per questo considero fondamentale che esperienze come questa siano accessibili anche ai ragazzi che hanno ancora poca esperienza bandistica. La crescita non comincia quando siamo già bravi, ma quando troviamo un contesto che ci permette di migliorare. Il nostro compito, come direttori ed educatori, è creare le condizioni perché ciascuno possa partecipare in modo significativo, secondo le proprie possibilità, senza rinunciare alla qualità del lavoro musicale. È una sfida didattica prima ancora che artistica, ed è una delle ragioni per cui considero così importante investire in questi progetti.
Per questa seconda edizione avremo il piacere di accogliere José Alcácer Durá, clarinettista e direttore spagnolo con una significativa esperienza internazionale nella direzione e nella formazione musicale, già alla guida della Banda Sinfonica Giovanile del Trentino dal 2017 al 2020. Ho sempre considerato l'incontro con direttori differenti un'opportunità preziosa per i giovani musicisti: ogni maestro porta con sé una propria sensibilità, un modo di comunicare attraverso il gesto, di affrontare lo studio e di interpretare la musica. Entrare in contatto con queste differenze aiuta i ragazzi a sviluppare capacità di adattamento, attenzione e autonomia musicale, imparando a rispondere a richieste nuove e a osservare il proprio lavoro da prospettive differenti. Nel mio ruolo di direttore artistico del progetto, affiancato dalla maestra Samanta Paganini Nussio, considero questo scambio uno degli elementi centrali dell'esperienza. Non cerchiamo soltanto un buon risultato al termine delle tre giornate, ma vogliamo che ogni partecipante possa tornare a casa con qualcosa in più rispetto a quando è arrivato.
C'è poi un altro aspetto che considero fondamentale e che spesso rischiamo di sottovalutare: le esperienze musicali più significative non si costruiscono esclusivamente durante le prove. Si costruiscono anche durante una cena, nei momenti liberi, nelle conversazioni tra ragazzi che fino a poche ore prima non si conoscevano. Condividere tre giornate, i pasti, il pernottamento e la quotidianità significa avere il tempo di conoscersi, stringere amicizie, sviluppare fiducia e sentirsi parte di un gruppo nuovo. E tutto questo ha una ricaduta anche sulla musica, perché quando i ragazzi iniziano a conoscersi e a riconoscersi come parte di un'esperienza comune, cambia anche il modo in cui affrontano il lavoro bandistico. Per me questa è una delle dimensioni più belle della banda: la musica diventa il mezzo attraverso cui costruire relazioni che possono continuare ben oltre l'ultima prova.
La collaborazione tra I Fiati di Grosio e la Filarmonica Avvenire Brusio rappresenta quindi molto più di un aspetto organizzativo. È la dimostrazione concreta di quanto si possa costruire quando associazioni di territori diversi decidono di condividere idee, competenze e responsabilità. Sono convinto che il futuro del movimento bandistico passi anche dalla capacità delle nostre realtà di fare rete, superando una visione limitata alla singola associazione per immaginare percorsi comuni e opportunità formative più ampie. Non tutte le bande possono realizzare autonomamente ogni esperienza, ma insieme possiamo costruire progetti che arricchiscono tutti, senza che nessuno perda la propria identità. È una strada nella quale credo e sulla quale desidero continuare a lavorare.
Le attività di Musica Senza Frontiere Junior si svolgeranno presso la sede del Corpo Bandistico I Fiati di Grosio, in via Guglielmo Pini 22, a Grosio (SO), e prenderanno il via venerdì 27 novembre con le prove dalle 19:00 alle 22:00. Il lavoro proseguirà sabato 28 con sessioni pomeridiane e serali e domenica 29 durante la mattinata e il primo pomeriggio. A conclusione del fine settimana, domenica 29 novembre, dalle 15:00 alle 16:00, apriremo le porte alle famiglie e alla cittadinanza per una prova aperta.
Una scelta alla quale tengo particolarmente, perché credo sia importante mostrare non soltanto il risultato finale, ma anche il percorso che permette di raggiungerlo. Non sarà un concerto tradizionale, ma un'occasione per entrare nel vivo del lavoro musicale, osservare come si costruisce un'esecuzione, come si affrontano le difficoltà e come il contributo di ciascuno diventa parte di un risultato collettivo. Mi piacerebbe che anche questa seconda edizione lasciasse ai partecipanti qualcosa che vada oltre le tre giornate di novembre: nuove amicizie, nuove consapevolezze, maggiore curiosità musicale e soprattutto il desiderio di continuare a suonare insieme. Non pretendo che un fine settimana possa cambiare da solo il futuro del movimento bandistico, ma credo profondamente nel valore delle esperienze che, una dopo l'altra, contribuiscono a costruirlo.
Il futuro delle bande non dipende soltanto da quanti giovani riusciamo ad avvicinare alla musica, ma anche da quante buone ragioni sappiamo offrire loro per continuare a suonare. È qui che voglio continuare a investire energie, idee e progettualità, perché far crescere una nuova generazione di bandisti significa, prima di tutto, dare loro la possibilità di crescere insieme.
Partecipa a Musica Senza Frontiere Junior!
Dal 27 al 29 novembre 2026, Grosio ospiterà tre giornate di musica, formazione e condivisione dedicate ai giovani bandisti. Un'occasione per incontrare nuovi compagni, confrontarsi con esperienze diverse e crescere attraverso la musica d'insieme.
Le iscrizioni sono aperte fino al 15 novembre 2026.
👉 ISCRIVITI A MUSICA SENZA FRONTIERE JUNIOR
Per maggiori informazioni: musicasenzafrontiere2023@gmail.com
Il team MSF
Dietro Musica Senza Frontiere c’è un team di maestri che condivide la stessa visione: far crescere le nuove generazioni di bandisti attraverso la musica d’insieme, lo scambio di esperienze e la collaborazione. Competenze, sensibilità ed esperienze diverse si incontrano per offrire ai giovani musicisti un percorso di crescita musicale e umana.
José Alcácer Durá
Direttore ospite
Michele Fioroni
Direttore artistico
Samanta Paganini Nussio
Collaborazione alla direzione artistica
Aggiungi commento
Commenti